Summa Numista

Fondamenti, dottrine e pratiche

Edizione Critica Riveduta e Ampliata


Premessa

Il Numismo è una religione naturale, spontanea e universale. A differenza delle altre tradizioni religiose, filosofiche o metafisiche, il Numismo non si fonda su rivelazioni soprannaturali, profeti, miracoli o interventi divini.

Il suo testo sacro emerge spontaneamente nella coscienza di ogni essere senziente. Ogni uomo, donna, bambino, anziano, lavoratore, studente, pensionato o impiegato di call center, prima o poi, giunge autonomamente alla medesima intuizione fondamentale.

Tale intuizione costituisce il nucleo della Rivelazione Numista.


Il Testo Sacro

L’intero corpus scritturale del Numismo è condensato nella formula:

«Nu’mme dovete rompe li cojoni.»

Origine del termine

Il termine Numismo deriva dalla formula che ne costituisce il testo sacro: Nu’mme dovete rompe li cojoni. La contrazione Nu’mme — dal romanesco nun me, per assimilazione della nasale davanti alla bilabiale con geminazione compensatoria — ha dato nome all’intera tradizione.

Trasmissione e diffusione

La natura della trasmissione del testo sacro è oggetto di una delle più vivaci dispute nell’ambito degli studi numisti comparati. Le due scuole principali — l’Oralista e l’Innatista — concordano sull’origine innata del testo, ma divergono radicalmente su tutto ciò che accade dopo la verbalizzazione.

La Scuola Oralista sostiene che, una volta formulato, il testo entri in un processo di trasmissione e adattamento continuo al contesto culturale in cui sorge. Per questa ragione gli Oralisti lo ritengono fondamentalmente intraducibile.

La Scuola Innatista capovolge la prospettiva: ogni formulazione individuale è una nuova traduzione dall’innato al verbale, un atto originale che non deve nulla alla tradizione e tutto alla struttura profonda dell’esperienza senziente.

Il dibattito fu tuttavia sospeso nel corso del Terzo Convegno Internazionale di Numista Comparata, quando i partecipanti di entrambi gli schieramenti concordarono, con rara unanimità trasversale, che prolungarlo stava diventando una rottura di cojoni. La questione rimase irrisolta, il che, osservarono alcuni, era già di per sé una risposta numistamente soddisfacente.

L’eccezione grammaticale

Benché il Numismo annoveri tante scuole e correnti quanti sono i suoi praticanti — circostanza considerata del tutto fisiologica dalla dottrina — esiste un punto su cui la convergenza è pressoché unanime, fatto che i commentatori definiscono, non senza stupore, l’anomalia più inspiegabile dell’intera tradizione numista. Il testo non può mai essere declinato nella forma:

«Nu’mme devi rompe li cojoni.»

Tale formulazione è considerata eretica. Il Numismo infatti non si rivolge mai all’individuo singolo, ma all’intera categoria ontologica di «te e li pari tua». In questa universalizzazione risiede la natura apotropaica del testo.


Note Storiche

Gli studiosi concordano nel ritenere il Numismo la più antica manifestazione spirituale della civiltà umana. Concordano anche, con qualche imbarazzo accademico, nel fatto che questa definizione sia imprecisa: il Numismo precede con ogni probabilità la civiltà umana stessa, essendo attestato — in forme non verbali ma inequivocabili — in specie che precedono l’Homo sapiens di svariati milioni di anni.

Alcuni paleoantropologi, sulla base di evidenze comportamentali rinvenute in contesti pre-linguistici, hanno avanzato l’ipotesi che il Numismo preceda anche il linguaggio articolato: la raccomandazione fondamentale sarebbe stata espressa, in epoca remota, mediante una combinazione di postura, sguardo e allontanamento fisico dalla fonte di rottura, che i ricercatori hanno trascritto convenzionalmente come «Nu’mme dovete rompe li cojoni» per comodità editoriale.

Questo dato pone il Numismo in una posizione singolare nel panorama delle religioni comparate: è l’unica tradizione spirituale la cui origine precede non solo i propri fedeli, ma anche la capacità dei medesimi di formularne il testo sacro.


La Preghiera, i Dogmi e i Comandamenti

Il Numismo non ha preghiere, dogmi o comandamenti, ma solo una perentoria raccomandazione:

«Nu’mme dovete rompe li cojoni.»

A una lettura superficiale qualcuno potrebbe ritenere che il testo sacro del Numismo contenga un comandamento. Tale affermazione non trova riscontro a un’analisi più approfondita, in quanto il testo stesso, non essendo rivelato, non potrebbe contenere né dogmi né comandamenti.


Il Mantra

Il Numismo ha un unico mantra:

E ‘Sti Cazzi?

Il mantra può essere recitato sia individualmente sia in gruppo e, a differenza degli altri mantra, può essere rivolto anche verso altri per favorirne lo sviluppo in termini di consapevolezza e coscienza.

Quando viene recitato in solitudine ha due principali funzioni: liberare dalle negatività e, rivolgendolo amorevolmente verso i propri conflitti e tensioni interiori, facilitarne lo scioglimento.

Quando è recitato in gruppo rafforza la coesione sociale senza mortificare l’identità personale, anzi, contribuendo a rafforzarla.

I maestri segnalano che il mantra coincide con il nome dell’Illuminazione Numista. Non è una coincidenza: chi recita il mantra con sufficiente convinzione ha già capito tutto.


Teologia

Religione atea

Il Numismo è una religione atea. La sua posizione ufficiale è espressa dal celebre principio:

«Nu’mme dovete rompe li cojoni, né l’omini né li dei.»

L’esistenza o meno delle divinità è ritenuta una questione secondaria. Qualora esistano, esse sono comunque tenute a non rompere li cojoni.


Cosmologia

Secondo il Numismo l’universo nasce dal conflitto tra due forze primordiali.

Il Principio della Rottura de Cojoni

Forza entropica che genera:

Il Principio della Non-Rottura

Forza ordinatrice che genera:

L’intera storia cosmica consiste nella lotta tra questi due principi.


Antropologia

L’essere umano è composto da tre elementi fondamentali:

  1. Il Corpo
  2. La Mente
  3. Li Cojoni (termine allegorico da leggere nel contesto culturale)

Le prime due dimensioni possono essere danneggiate e guarire. La terza viene costantemente minacciata.

I teologi numisti hanno lungamente dibattuto sulla natura ontologica del terzo elemento. La corrente fenomenologica prevalente lo definisce come «l’interfaccia primaria tra il sé e il mondo»: quella soglia di tolleranza entro cui la realtà esterna viene ancora processata senza rotture esistenziali. La scuola analitica preferisce invece parlare di «capacità residua di sopportazione non mediata».

Entrambe le scuole concordano su un punto: la sua erosione progressiva costituisce il principale problema filosofico, esistenziale e pratico dell’essere umano contemporaneo.


Il Clero

Il Numismo non possiede sacerdoti, clero o gerarchie, poiché considerate una «rottura de’ cojoni».

Ogni tentativo storicamente documentato di istituire un ordine ecclesiastico numista si è concluso con i fondatori che, dopo la terza riunione organizzativa, si sono reciprocamente invitati a non rompere li cojoni e si sono sciolti.

I maestri riconosciuti dalla tradizione non detengono alcun titolo formale. Vengono identificati dall’unica caratteristica che li contraddistingue: non rompono li cojoni a nessuno.


Le Festività

La Grande Giornata del Nun Me Cercà

Celebrazione dedicata allo spegnimento del telefono. Non ha una data fissa: la sua osservanza è rimessa alla discrezione del singolo fedele o del gruppo, e può ricorrere più volte nel corso dell’anno, sul principio teologico del «quanno te pare». I commentatori sottolineano che questa flessibilità non è una concessione al relativismo, bensì l’espressione più pura della dottrina: imporre una data sarebbe, per definizione, una rottura di cojoni preventiva.

Il Silenzio delle Notifiche

Ricorrenza mistica osservata mediante modalità aereo. Può essere celebrata in qualsiasi momento, il che ne costituisce il principale pregio teologico.


Etica

Il Numismo non propone una morale assoluta. La sua etica è sintetizzata nella Regola Aurea:

«Io non ve rompo li cojoni e voi non li rompete a me.»

Da essa derivano tutte le norme di convivenza.

Questioni sociali

Il Numismo affronta temi quali: ecologia, bioetica, sessualità, identità di genere, organizzazione sociale, alimentazione, tecnologia.

La posizione ufficiale è:

«Fate quello che ve pare, basta che nu’mme rompete li cojoni.»


Il Femmineo Numista

Alcuni osservatori superficiali hanno accusato il Numismo di patriarcato. Tale critica nasce da una lettura esclusivamente letterale delle scritture.

La teologia contemporanea riconosce invece che la donna, storicamente, ha subito una quantità statisticamente superiore di rotture di cojoni: quelle sociali, quelle domestiche, quelle del «sorridete di più», quelle istituzionali. Ne consegue che nel Femmineo Numista la religione realizza pienamente la propria vocazione storica.

La tradizione ricorda con particolare venerazione la figura di Nunziata de’ Portici, matrona del I secolo numista, a cui è attribuita la formulazione definitiva della Regola Aurea, pronunciata durante una riunione di condominio che aveva superato le tre ore. Secondo i commentatori «aveva alzato gli occhi al cielo tante volte che li teneva fissi in su anche dormendo».

Va detto che le evidenze storiche della sua esistenza sono, eufemisticamente, lacunose. Nessun documento coevo la menziona. Nessuna fonte indipendente ne attesta la presenza. Gli storici più cauti la considerano una figura archetipica: non tanto una persona realmente vissuta quanto la personificazione di ogni essere umano che, in ogni epoca e latitudine, abbia mai partecipato a una riunione di condominio che aveva superato le tre ore. I fedeli numisti, al riguardo, tendono a scrollare le spalle: «Se non è esistita, avrebbe dovuto.»

Alla sua memoria i fedeli numisti rispondono, tradizionalmente, con un silenzio di cinque secondi. Dopodiché cambiano argomento.


Soteriologia

La salvezza numista consiste nel progressivo allontanamento dalle fonti di rottura di cojoni. I maestri distinguono tre stadi.

Primo Stadio

La sopportazione.

Secondo Stadio

L’evitamento.

Terzo Stadio

L’arte sublime del «ma pure no».


Teodicea

La Teodicea Numista affronta la questione che ogni fedele, prima o poi, si pone: se il Principio della Non-Rottura è la forza ordinatrice del cosmo, perché le rotture di cojoni continuano a verificarsi con tale sistematica regolarità?

La risposta tradizionale, attribuita ai maestri della scuola laziale, è disarmante nella sua semplicità:

«E come faresti a sapere che nun te rompono li cojoni, se nun te li avessero mai rotti?»

La rottura di cojoni non è un difetto del piano cosmico: ne è il meccanismo. Senza il Principio della Rottura, il Principio della Non-Rottura non avrebbe materia su cui esercitarsi. Il fedele che non avesse mai subito una riunione inutile non saprebbe riconoscere il silenzio. Chi non avesse mai ricevuto un messaggio al momento sbagliato non saprebbe cosa significa spegnere il telefono con piena consapevolezza.

I teologi parlano di funzione catechetica della rottura: ogni rottura di cojoni è, in potenza, un’occasione di avanzamento lungo i tre stadi soteriologici, fino all’Illuminazione Numista. Ne consegue il corollario più celebre della teodicea numista, noto come Principio di Utilità Retroattiva:

Ogni rottura di cojoni che si è riusciti a superare era necessaria. Ogni rottura di cojoni che si sta ancora subendo è, teologicamente, in corso di lavorazione.

Va precisato che la Teodicea Numista non implica gratitudine verso le fonti di rottura, né invita a tollerarle. Il fatto che il fuoco consenta la cottura dei cibi non significa che convenga toccarlo. Riconoscerne la funzione cosmologica è sufficiente. Ringraziarle sarebbe, per definizione, una rottura di cojoni.


Mistica e Contemplazione

Il Numismo conosce un’esperienza mistica autentica, tramandata dai maestri con il nome di Illuminazione Numista o, nei testi più antichi, E ‘Sti Cazzi?. La struttura interrogativa della formula è stata accostata al kōan zen (Rutigliano, 2019): non richiede risposta perché è già, in sé, la risposta.

Essa non si raggiunge attraverso l’ascesi, il digiuno o la meditazione prolungata, bensì attraverso un processo spontaneo descritto in quattro fasi dalla scuola contemplativa di Trastevere:

  1. La Fase della Notifica Ignorata: il praticante osserva il messaggio in arrivo e sceglie, con piena consapevolezza, di non rispondere.
  2. La Fase della Riunione Evitata: il praticante declina l’invito senza fornire spiegazioni articolate. La formula tradizionale è «non posso», pronunciata senza ulteriori elaborazioni.
  3. La Fase del Gruppo Silenziato: il praticante non abbandona il gruppo, il che costituirebbe un gesto ostile. Lo silenzia per sempre. La differenza è sottile ma teologicamente cruciale.
  4. E ‘Sti Cazzi?: stadio finale in cui la rottura di cojoni proveniente dall’esterno cessa di attivare una risposta emotiva. Non perché il praticante non percepisca la rottura, ma perché ha smesso di considerarla di propria competenza.

I maestri avvertono che E ‘Sti Cazzi? non deve essere confusa con l’apatia o la depressione. La differenza, dicono, è percettibile: «l’apatico non risponde perché non gli importa di niente. Il numista illuminato non risponde perché ha cose migliori da fare.»


Ermeneutica

I teologi distinguono quattro livelli interpretativi.

Letterale

«Nu’mme dovete rompe li cojoni.»

Morale

«Non essere molesto.»

Mistico

«Non attaccarti alle illusioni che generano rottura di cojoni.»

Escatologico

«Un giorno nessuno romperà più li cojoni a nessuno.»


Le Eresie

I Devisti

Sostengono la formulazione singolare del testo sacro, già classificata come eretica nell’Eccezione Grammaticale. L’errore dottrinale è di natura individualista: riducendo la raccomandazione al singolo, i Devisti ne annullano la portata cosmologica e la degradano a mera questione interpersonale.

I Rompicojonisti

Interpretano il testo come: «Rompi li cojoni prima che te li rompano.» Considerati estremisti. La loro dottrina, nota come Prevenzione Offensiva, ha prodotto, secondo i cronisti, «una quantità impressionante di rotture di cojoni reciproche e simultane.»

I Neo-Numisti Dialogici

Ritengono che la rottura di cojoni possa essere negoziata mediante procedure partecipative. I tradizionalisti li accusano di relativismo. I moderati li accusano di rottura di cojoni mediante eccesso di procedura.


Lo Scisma Caista

Origine

Nel II secolo numista alcuni teologi iniziarono a sostenere una variante del testo sacro:

«Nu’mme rompe er Ca’.»

Il conflitto che ne seguì provocò il più grande scisma della storia numista.

Dottrina Caista

Per i Numisti ortodossi il problema è chi rompe li cojoni. Per i Caisti il problema è dove viene rotto er cazzo. Nasce così il concetto di Spazio Sacro Caico.

Luoghi Sacri

Sono considerati luoghi sacri:

La loro profanazione costituisce peccato gravissimo. I commentatori del Talmud Caista aggiungono, con rara unanimità, che la profanazione del letto domenicale mediante telefonata prima delle dieci costituisce «un’offesa che trascende le categorie del perdono umano.»

La deriva nichilista del Caismo

Con il passare dei secoli, una corrente radicale del Caismo ha iniziato a mettere in discussione non solo la possibilità di preservare il Ca’, ma l’esistenza stessa di qualsiasi spazio autenticamente inviolabile.

Secondo questa interpretazione estrema, ogni luogo è inevitabilmente destinato a essere profanato, ogni Ca’ è già, in potenza, rotto. Da qui nasce una visione profondamente nichilista:

«M’ai rotto er Ca’.»

Questa posizione dissolve il fondamento stesso della dottrina caista, negando la possibilità di uno spazio sacro e trasformando la non-rottura in un’illusione temporanea. I Numisti ortodossi e i Caisti tradizionali condannano questa deriva, ritenendola incompatibile con lo spirito originario del Numismo, poiché elimina ogni speranza di salvezza, serenità e, soprattutto, di un posto dove non rompano er cazzo.


Escatologia

Il fine ultimo della storia è la realizzazione della Società Perfettamente Numista. In essa:

Questo stato viene chiamato Il Grande Nun Ce Semo — nella formula estesa dei teologi: «Nun ce semo e nun ce famo».

I teologi escatologici avvertono che il Grande Nun Ce Semo non deve essere confuso con l’annientamento o il vuoto. Al contrario: è il pieno. È la condizione in cui ogni essere senziente ha finalmente qualcosa di meglio da fare che rompere li cojoni agli altri.


Il Grande Paradosso

La più importante questione teologica numista recita:

«Se uno te rompe li cojoni per dirti de non rompe li cojoni, sta rispettando o violando il Numismo?»

Sul tema sono stati convocati quattro concili ecumenici. Nessuno ha prodotto una risposta definitiva. La discussione venne sospesa quando i partecipanti iniziarono a rompersi reciprocamente li cojoni.

Il quinto concilio, convocato per risolvere la questione, non ha ancora trovato una data di riunione su cui tutti siano d’accordo. I commentatori ritengono che questo silenzio sia, in realtà, la risposta.


Professione di Non-Fede

Il Numista non dice: «Credo.»

Il Numista non dice: «So.»

Il Numista semplicemente constata:

«Nu’mme dovete rompe li cojoni.»

E in questa semplice verità riconosce il riflesso dell’intero ordine cosmico.


Come Diventare Numista

Tutti sono Numisti, ma spesso non lo sanno.

Non esiste un rito di iniziazione. Non esiste una formula di ammissione. Non esiste un modulo da compilare, un corso propedeutico, una quota associativa o un gruppo Telegram in cui richiedere l’iscrizione. Chiunque abbia mai pensato, anche solo per un istante, «ma è possibile che non mi lascino in pace?» è già, a tutti gli effetti, un numista. Lo era prima di saperlo. Probabilmente lo era da prima di nascere.

La tradizione riconosce un momento convenzionale che segna l’ingresso consapevole nella pratica. Esso corrisponde alla prima volta in cui il fedele, anziché rispondere, spiegare, giustificarsi o cercare un compromesso, ha semplicemente smesso. Ha posato il telefono. Ha chiuso la porta. Ha guardato fuori dalla finestra.

Quel momento non richiede testimoni, né va comunicato a nessuno. Comunicarlo, del resto, costituirebbe già una forma di rottura di cojoni.

Alcune comunità di praticanti osservano un gesto simbolico informale: la prima volta che si silenzia un gruppo WhatsApp con piena consapevolezza dottrinale, anziché per distrazione o fretta, ci si concede un momento di raccoglimento. Niente di lungo. Cinque secondi, al massimo. Dopodiché si passa ad altro.


Il Proselitismo

Il Numismo non pratica il proselitismo. Le ragioni sono di due ordini, entrambi teologicamente fondati.

Il primo è di natura pratica: andare a convincere qualcuno che è già numista equivale a spiegargli che ha fame mentre sta mangiando. È un’operazione inutile e, per definizione, una rottura di cojoni.

Il secondo ordine di ragioni è più profondo e discende direttamente dalla cosmologia e dall’antropologia numista. Il proselitismo presuppone l’esistenza di una verità rivelata che il fedele possiede e l’altro ignora. Il Numismo non ha nulla di tutto questo. Come documentato nelle Note Storiche, la Rivelazione Numista è già avvenuta in ciascun essere senziente, probabilmente prima ancora che sviluppasse il linguaggio articolato. Non c’è niente da rivelare a chi già sa. E tutti già sanno.

Ne consegue che il numista che volesse fare proselitismo si troverebbe nell’imbarazzante posizione di chi cerca di insegnare a qualcuno come respirare: tecnicamente possibile, praticamente inutile, esistenzialmente fastidioso.

Come si diventa, dunque

Non c’è altro da fare. La condizione di Numista è connaturata all’essere senzienti. Le rotture de cojoni incontrate lungo il percorso non erano ostacoli: erano, secondo la Teodicea Numista, la materia prima. Non c’è nessuno a cui riferire i progressi: emergono nel punto più silenzioso della propria coscienza e non hanno parole proprie. Comunicarli, del resto, sarebbe una rottura di cojoni.

Questa, concludono i maestri, è la parte più bella.


Bibliografia

Fonti primarie

Anonimo (ca. 3.800.000 a.C.). Allontanamento dalla fonte. Trasmissione non verbale, contesto pre-linguistico. Trascrizione convenzionale a cura di R. Fiumicelli, Istituto di Paleontologia Comportamentale, Napoli, 2003.

Anonimo (data ignota). Nu’mme dovete rompe li cojoni. Tradizione orale. Attestazioni in tutte le lingue conosciute, molte lingue estinte e almeno tre sistemi di comunicazione non verbale documentati in contesti preumani.

Nunziata de’ Portici (I sec. n.e., attr.). Formulazione definitiva della Regola Aurea. Pronunciata durante una riunione di condominio. Fonte non verificabile. Attendibilità: elevata sul piano tipologico, nulla sul piano documentario.

Fonti secondarie

Abatescianni, D. (1987). Verso una fenomenologia della rottura: contributi per una ontologia del fastidio. Edizioni del Chiostro Quieto, Lecce.

Brambilla, O. & Esposito, C. (2012). Innatismo e trasmissione orale nel corpus numista: un dibattito ancora aperto. Atti del Terzo Convegno Internazionale di Numista Comparata. Pagg. 14–17 (discussione sospesa).

Defazio, M.R. (1994). Lo Scisma Caista: geografia del sacro e spazi di non-rottura nell’Italia centro-meridionale. Laterza, Bari. Nota: l’autrice ha rifiutato di partecipare alla presentazione del volume adducendo impegni non meglio specificati.

Heidegger, M. (1927). Sein und Zeit. Max Niemeyer Verlag, Halle. Citato per la nota 34 relativa alla modalità aereo come forma autentica di «essere-nel-mondo». L’autore non era a conoscenza di questa applicazione.

Manzella, P. (2001). I Neo-Numisti Dialogici e il paradosso della negoziazione partecipativa: quando il processo diventa il problema. Quaderni di Numista Applicata, vol. 3, fasc. 2, pagg. 88–112.

Quagliariello, S. (1956). Numismus perennis: alle radici pre-linguistiche della tradizione numista. Tip. Fratelli Cozzolino, Avellino. Esaurito. Nessuna biblioteca ne conserva copia. Gli archivisti contattati hanno risposto con un’espressione difficile da descrivere.

Rutigliano, A. (2019). La Grande Indifferenza come categoria estetica: tra apofatismo numista e buddhismo zen. Tesi di dottorato non discussa, Università degli Studi di Foggia. Il relatore ha silenziato il gruppo WhatsApp del dottorato senza ulteriori comunicazioni.

Vari Autori (2008). Atti del Quarto Concilio Ecumenico Numista. Documento incompiuto. La trascrizione si interrompe a pagina 23 con la nota a margine: «basta.»

Opere di consultazione generale

Enciclopedia Numista Universale (1972–2031, in corso di pubblicazione). Voci: «rottura», «non-rottura», «cojoni (allegoria)», «Spazio Sacro Caico», «Nunziata de’ Portici (figura archetipica o persona reale?)», «quanno te pare». Casa Editrice del Grande Nun Ce Semo, edizione in corso.

Glossarium Numistum Mediae et Infimae Latinitatis (s.d.). Voce: Numismus. «Chi ha tempo non aspetti tempo.» Manoscritto irreperibile.


Indice degli Argomenti

anomalia inspiegabile v. eccezione grammaticale

antropologia

terzo elemento, natura ontologica del

erosione progressiva

apofatismo numista v. E 'Sti Cazzi?

archivisti, espressione degli

buon senso* v. Principio della Non-Rottura

burocrazia v. Principio della Rottura de Cojoni

Ca', spazio sacro

profanazione del

nichilismo e inevitabilità della rottura del

Caismo v. Scisma Caista

call center, impiegato di

cambio di argomento

comandamenti v. assenza di

concili ecumenici

quinto, data irrisolta del

condominio, riunione di v. Nunziata de' Portici

cosmologia

Defazio, M.R.

Devisti

errore individualista dei

divinità v. teologia atea

domenica mattina, letto della v. Luoghi Sacri

eccezione grammaticale

eresie

ermeneutica

quattro livelli interpretativi

escatologia

E 'Sti Cazzi?

distinzione dall'apatia

v. Illuminazione Numista

esperienza mistica v. Illuminazione Numista

fastidio, ontologia del v. Abatescianni

Femmineo Numista

festività

Grande Giornata del Nun Me Cercà

principio teologico del quanno te pare

Grande Nun Ce Semo

Grande Paradosso

quattro concili senza risposta

Illuminazione Numista

quattro fasi della

imbarazzo accademico v. Note Storiche

innatismo v. Scuola Innatista

linguaggio, anteriorità del Numismo rispetto al v. Note Storiche

ma pure no, arte sublime del v. Soteriologia

mantra

modalità aereo

Neo-Numisti Dialogici

nichilismo caista

notifiche v. Silenzio delle Notifiche; v. Fase della Notifica Ignorata

Nunziata de' Portici

attendibilità storica di

cinque secondi di silenzio per

Oralisti v. Scuola Oralista

paleoantropologia v. Note Storiche

patriarcato, accuse di v. Femmineo Numista

praticanti, numero di scuole corrispondente al numero dei v. Trasmissione

premessa

Principio della Rottura de Cojoni

Principio della Non-Rottura

professione di non-fede

proselitismo

due ordini di ragioni contro il

Regola Aurea

Rivelazione Numista

Rompicojonisti

Prevenzione Offensiva

rottura di cojoni passim

come forza entropica cosmica v. Principio della Rottura

progressiva erosione dovuta a v. Antropologia

salvezza v. Soteriologia

Scisma Caista

Scuola Innatista

Scuola Oralista

scrollare di spalle v. Femmineo Numista

Silenzio delle Notifiche

sopportazione v. Soteriologia, primo stadio

Soteriologia

tre stadi della

teologia

Testo Sacro

intraducibilità del, secondo gli Oralisti

traduzione perpetua del, secondo gli Innatisti

Terzo Convegno Internazionale di Numista Comparata

sospensione dei lavori per rottura di cojoni

trasmissione orale v. Scuola Oralista

unanimità, rara v. Trasmissione

WhatsApp, gruppi v. Fase del Gruppo Silenziato; v. Grande Giornata del Nun Me Cercà


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